Vaccinazioni

Tratto da Da 0 365 giorni , Sonzogno Editore

vaccinazioni in farmacia

La pratica della vaccinazione o le procedure di immunizzazione si basano sul principio che l'esposizione ai microrganismi responsabili della malattia indeboliti o uccisi (sotto forma di vaccino) o ai veleni (tossine) che producono, resi innocui dal calore o da un adeguato trattamento chimico (diventando cosi "tossoidi"), porta l'organismo a produrre gli stessi anticorpi che si svilupperebbero se l'individuo avesse contratto veramente la malattia. Dotati della speciale memoria caratteristica del sistema immunitario, tali anticorpi risultano poi in grado di "riconoscere" e distruggere i diversi anticorpi in pre­senza di un eventuale attacco. Già gli antichi avevano capito che chi riusciva a sopravvivere a una determinata malattia in seguito aveva scarse probabilità di tornare a contrarla, a tal punto che spesso coloro che guarivano dalla peste venivano per esempio impiegati per curare i nuovi ammalati. Se si escludono pochi rudimentali tentativi di immunizzazione messi in atto da alcune culture e società, si puo dire che la vera immunologia nacque solo con Edward Jenner, il medico scozzese deciso a dimostrare che contraendo il meno grave vaiolo bovino si aveva poi la sicurezza di non essere piu colpiti dal vaiolo comune. Nel 1796 Jenner prelevo del pus dalle piaghe di una mungitrice colpita da vaiolo bovino e con questo infettò due piccoli tagli praticati sul braccio di un bambino sano di otto anni. Una settimana piu tardi il ragazzino accusò solo una leggera febbre e qualche giorno dopo non gli rimasero che un paio di piccole croste in via di guarigione sul braccio. Una volta esposto al vaiolo il ragazzino non contrasse la malattia: era diventato immune. Oggi la pratica dell'immunizzazione salva ogni anno migliaia di vite, anche se non si può dire che sia ancora del tutto perfetta. La maggior parte dei bambini manifesta infatti solo una debole reazione all'immunizzazione, ma in alcuni casi si possono avere anche reazioni piu gravi. Dal momento però che i vantaggi derivanti dalle vaccinazioni superano di gran lunga i rischi a esse associati, ci si deve impegnare per ridurre al minimo questi rischi, tenendo sotto controllo gli effetti collaterali e assicurandosi che il bambino sia in buona salute al momento della vaccinazione.

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